03.nov.2009 SO’ TRADIZIONI
Ho appena letto con interesse questa notizia:
Strasburgo, no al crocifisso in aula. Il governo annuncia il ricorso
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha dato ragione ad una cittadina italiana che nel 2002 aveva chiesto all’istituto frequentato dai figli di togliere il simbolo
Favorevoli o no, vi invito a leggere le prime interessanti e “composte” reazioni degli esponenti del governo italiano, rappresentante di uno stato nella cui costituzione la laicità è Fondamento.
Il ministro Gelmini attacca:
“La Corte europea offende le nostre tradizioni”
Rocco Buttiglione:
“Sentenza aberrante da respingere con fermezza”
Alessandra Mussolini:
«A questo punto è urgente e necessario inserire le radici cristiane nella Costituzione italiana»
Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl:
«Queste decisioni ci allontanano dall’idea di Europa di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Di questo passo il fallimento politico è inevitabile»
Mario Baccini, leader dei Cristiano popolari del Pdl:
«Sono esterrefatto di questa sentenza folle. Il governo italiano reagisca con la massima durezza»
Potrei proseguire, ma anche no.
Io credo che l’argomento sia complesso e delicato, e che la rimozione dei crocifissi dalle scuole italiane (che probabilmente mai avverrà) non risolva nulla. La ritengo semplicemente una sentenza giusta, ma le radici cattoliche, cristiane in questo paese sono talmente radicate e influenti che tengono al guinzaglio il progresso sociale.
Vi lascio con questa nota tratta da wikipedia.
Come sottolineato dall’art. 4 della sentenza n.203 della Corte Costituzionale, per la Costituzione Italiana la laicità è un “principio supremo dello Stato”, che si struttura negli artt. 7, 8 e 20; “il principio di laicità, quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale.” La Costituzione infatti separa gli ambiti di religioni e Stato, garantisce la libertà religiosa ( e quindi, implicitamente, il diritto a non avere alcuna fede) e la libertà di pensiero, negando alla religione maggioritaria (cattolica) lo status di religione di stato.
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